Il Canale di Cavour: "Tutto di braccia e badile".

Non è un semplice canale, è molto di più: è un percorso che permette di rivivere un momento importante della storia di Italia!

Con 85 chilometri di percorso da Chivasso a Galliate, oltre 100 ponti, 210 sifoni e 62 ponti-canale il Canale Cavour è un simbolo del Risorgimento Italiano, la più grande opera di ingegneria idraulica mai compiuta in Italia, è anche la prima del Regno d'Italia Unito.

I tempi di realizzazione brevi (33 mesi), il lavoro di circa 14 mila operai e l’impatto sociale che ha avuto hanno fatto sì che ad oggi ancora si risenta l’eco della grande sforzo fatto dalla popolazione italiana per la realizzazione: "Tutto di braccia e badile", si dice ancora oggi stupefatti.

Il Canale Cavour nei pressi di Livorno Ferraris
Il Canale Cavour  - credits: National Geographic

Il Canale nasce dalla mente illuminata di Francesco Rossi, agrimensore vercellese.

Rossi infatti elaborò il progetto dopo aver compreso la necessità e possibilità di creare un canale per portare l’acqua dal Novarese alla Lomellina, e per dimostrare la fattibilità dell’idea impegnò ben 5 anni a misurare la campagna tra il Po e la Sesia utilizzando una semplicissima livella ad acqua.

La proposta per la realizzazione venne fatta in primis al governo Sabaudo che però non fu in grado di vederne la potenzialità, in un secondo momento fu l’incontro tra Camillo Benso di Cavour e Rossi a dare vita alla realizzazione vera e propria del Canale, con non poche difficoltà dovute alle idee e motivazioni contrastanti tra i due.

Dopo alcuni momenti di arresto e l’affidamento della paternità del progetto a Carlo Noè il canale venne creato.

Il 12 aprile del 1866 né Francesco Rossi né Camillo Benso poterono assistere all'inaugurazione del canale che tanto vollero: entrambi erano morti pochi anni prima.

Solo Carlo Noè vi potè partecipare.

In questi giorni il Canale Cavour compie 150 anni portati bene: continua a svolgere con grande rigore e umiltà il compito di portare l'acqua ai centomila ettari di terreno coltivati a riso tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale.

Oltre e intorno quell'immenso percorso d'acqua c'è molto più di quando si possa credere, man mano che lo si percorre si inizia a comprendere l’incredibile razionalità ed eleganza del progetto: nulla è lasciato al caso. Ponti, chiuse, scaricatori, ponti-canale e le tombe-sifone, tutti svolgono alla perfezione e con intelligenza il compito che è stato affidato loro: guidare, gestire e portare l’acqua. Per 85 chilometri.

E' l'eredità del duro lavoro di 14.000 persone, della visione di Francesco Rossi e dell’intelligenza politica di Camillo Benso Conte di Cavour. È la spina dorsale dell'identità di un territorio. È la prima grande opera di un popolo nuovamente unito.