Come tutti sappiamo: una volta prodotti i rifiuti devono essere smaltiti.

Ma dove, e soprattutto in quale modo?

Metodi e luoghi variano a seconda della tipologia del rifiuto stesso, ma principalmente le vie di smaltimento sono tre.

 

 

RICICLAGGIO - metodo di smaltimento più ecologico, che permette di recuperare i materiali e farli rientrare nei cicli produttivi. Gli scarti per essere riciclati devono appartenere tutti alla stessa categoria e devono essere raccolti ognuno in appositi contenitori

TERMOVALORIZZAZIONE - da ciò che non si riesce a riciclare si può recuperare l'energia residua all'interno dei termovalorizzatori per produrre acqua calda, vapore e corrente elettrica

DISCARICA - finiscono in discarica tutte le tipologie di rifiuti che non possono essere smaltiti in maniera diversa.

 

Dato che, tra questi, la discarica ha il maggiore impatto ambientale, le politiche europee spingono sempre più alla riduzione dei rifiuti destinati a questo metodo di smaltimento.

Malgrado ciò i dati  ISPRA evidenziano che ad oggi, la discarica è ancora il percorso più utilizzato seguito dal riciclaggio e dallo smaltimento e, infine, dal compostaggio.

Guardando più da vicino la situazione italiana si rilevano i seguenti dati.

DISCARICA: Anche se negli ultimi anni nel nostro paese sono stati fatti dei passi avanti, siamo ancora lontani dagli obiettivi fissati a livello comunitario che prevedono di arrivare entro il 2020 a riciclare il 50% dei rifiuti solidi urbani e a diminuire via via l'uso delle discariche. In Italia le discariche sono ancora la via principale per smaltire i rifiuti rappresentando una fonte di inquinamento ed un concreto pericolo per la salute delle persone e dell'ambiente. Sempre secondo quanto viene comunicato dall'ISPRA nel "Rapporto rifiuti Urbani 2015", i rifiuti urbani smaltiti in discarica nel 2014 sono 9,3 milioni di tonnellate, facedo registrare, rispetto al 2013, una riduzione di circa il 14%. Considerando il dato per macroarea geografica, si è avuta una riduzione del 6% dello smaltimento al Nord, del 27% al Centro e un incremento del 12&% al Sud.

INCENERITORE: Il quantitativo di rifiuti inceneriti nei 44 impianti di incenerimento operativi sul territorio nazionale si è mantenuto piuttosto costante e poco al di sopra dei 5 milioni di tonnellate.

COMPOSTAGGIO: Circa 4,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani sono state recuperate negli impianti di compostaggio e digestione anaerobica (+12,6% rispetto al 2013).

 

Smaltire i rifiuti comporta un costo notevole, visto l'enorme quantità di scarti prodotti di anno in anno. Inoltre non si tiene conto del dispendio di materie prime, che potrebbero essere recuperate con una buona raccolta differenziata. Ecco perchè privilegiare il riciclaggio ed incentivare la differenziazione è molto importante. E in quest'ambito il singolo cittadino può fare davvero la differenza.